Civita di Bagnoregio
Un borgo su uno sperone di tufo che si sgretola, raggiungibile solo per una passerella, con una popolazione stabile che si conta sulle dita.
Immagine illustrativa - una scena nello spirito del luogo, non una sua fotografia.
Civita sta su una colonna di tufo sopra una valle di argilla che si sgretola, e il terreno intorno frana da secoli: la strada, l'accesso e buona parte del borgo originario sono finiti nel burrone, e quello che resta si raggiunge per una passerella di cemento costruita nel 1965. La chiamano la città che muore, ed è esatto: la popolazione stabile si conta sulle dita. Il borgo in sé è una manciata di vicoli di pietra, una porta etrusca, una chiesetta e moltissima veduta. I calanchi di argilla intorno si erodono a un ritmo che le opere di ingegneria hanno rallentato ma non fermato.
Cosa vedi davvero
- La passerella - l'unica via d'ingresso, trecento metri di rampa di cemento.
- I calanchi - le terre argillose che si sgretolano attorno allo sperone.
- La porta etrusca - l'ingresso originale tagliato nella roccia.
- I vicoli - il frammento superstite del borgo.
Quando andare
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre. Il primo mattino e la sera sono quando la luce sullo sperone funziona e i gruppi in pullman non ci sono. Ci vuole mezza giornata, camminata compresa. La nebbia d'inverno nella valle ha la sua atmosfera.
Aspettative oneste
Il ponte è una salita ripida di trecento metri senza ombra ed è faticosa con il caldo. Per attraversarlo si paga un pedaggio. Il borgo si gira in quaranta minuti ed è ormai quasi tutto ristoranti e negozi per i visitatori, con una manciata di residenti. Le comitive in pullman lo riempiono per tutta la parte centrale della giornata.
Nei dintorni
Orvieto è mezz'ora a nord. Il lago di Bolsena è vicino.
Orari, prezzi dei biglietti e chiusure stagionali cambiano - controlla la fonte ufficiale prima di partire: sito ufficiale.