La Cappella Sansevero
Una cappella che custodisce un Cristo di marmo sotto un velo scolpito così sottile che un tempo si pensò fosse chimica, non scultura.
Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, rifece questa cappella di famiglia negli anni Quaranta e Cinquanta del Settecento come un unico programma di scultura e pittura. Giuseppe Sanmartino scolpì il Cristo velato nel 1753 da un solo blocco, con il sudario posato sul corpo così sottile che per secoli se ne discusse l'origine, con voci che il principe avesse insegnato allo scultore a cristallizzare in marmo un panno vero; è scolpito. La Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo, un uomo che si libera da una rete intagliata interamente nella pietra, gli stanno ai lati. Nel sotterraneo stanno due macchine anatomiche con il sistema vascolare conservato, il cui metodo è ancora discusso.
Cosa vedi davvero
- Il Cristo velato - un sudario scolpito dallo stesso unico blocco.
- Il Disinganno - una rete di pietra liberata dalla figura che avvolge.
- La Pudicizia - una figura femminile velata di Corradini.
- Le macchine anatomiche - due scheletri con il sistema vascolare conservato.
Quando andare
Tutto l'anno. La cappella chiude il martedì e le fasce sono a orario con numeri limitati. Prenotare online evita le code lunghe, frequenti quasi tutto l'anno.
Aspettative oneste
È vietato fotografare dappertutto. Le fasce orarie si esauriscono e senza prenotazione le code sono lunghe. La cappella è una sola stanza, circa quaranta minuti.
Nei dintorni
Spaccanapoli corre lì accanto. San Gregorio Armeno è vicina.
Orari, prezzi dei biglietti e chiusure stagionali cambiano - controlla la fonte ufficiale prima di partire: sito ufficiale.