Via Appia
La strada che i romani chiamavano regina delle vie, ancora lastricata del suo basalto originale e fiancheggiata di tombe.
Appio Claudio Cieco iniziò la strada nel 312 a.C. e alla fine arrivò a Brindisi, la via principale verso la Grecia e l'oriente. La legge romana vietava le sepolture dentro la città, così il bordo della strada si riempì di tombe, e lunghi tratti le portano ancora: monumenti di famiglia, colombari e la tomba a tamburo di Cecilia Metella. Sopravvivono tratti del basalto originale con i solchi dei carri consumati dentro. I seimila sopravvissuti della rivolta di Spartaco furono crocifissi lungo questa strada nel 71 a.C. La domenica il tratto interno chiude al traffico e diventa un percorso da camminata e da bicicletta sotto i pini a ombrello.
Cosa vedi davvero
- Il lastricato originale - blocchi di basalto con dentro i solchi dei carri.
- Le tombe sul ciglio - monumenti di famiglia e colombari lungo i margini.
- Cecilia Metella - una grande tomba a tamburo trasformata in fortezza medievale.
- La chiusura domenicale - la strada lasciata a chi cammina e a chi pedala.
Quando andare
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre, e in particolare di domenica, quando il tratto interno chiude alle auto. L'estate è calda e sui tratti aperti c'è poca ombra.
Aspettative oneste
Nei giorni feriali il traffico usa la strada stretta, che non ha marciapiede, e questo rende il camminare sgradevole e poco sicuro. I tratti meglio conservati stanno diversi chilometri più in là. Noleggiare una bicicletta è la soluzione pratica.
Nei dintorni
Le catacombe di San Callisto sono sulla strada. Il centro di Roma sta a nord.
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