Il Sacro Bosco di Bomarzo
Un bosco pieno di mostri di pietra giganti scolpiti negli anni Cinquanta del Cinquecento, costruito apposta per turbare invece che per piacere.
Pier Francesco Orsini lo commissionò a partire dal 1552, a quanto pare nel dolore per la morte della moglie, e rovescia ogni regola del giardino rinascimentale: invece della simmetria e dell'ordine, un bosco disseminato di figure colossali scolpite nella roccia vulcanica là dove si trovava, una testa di orco con la bocca aperta dentro cui si entra, una casa pendente costruita apposta fuori piombo per disorientare, un elefante da guerra che schiaccia un soldato, un drago che combatte con dei cani. Un'iscrizione dice che le meraviglie furono fatte solo per sfogare il core. Restò abbandonato per secoli, fu riscoperto nel Novecento, e Salvador Dalí lo visitò nel 1948 e ci fece un film.
Cosa vedi davvero
- La bocca dell'orco - una testa gigante con dentro una stanza.
- La casa pendente - un edificio costruito fuori piombo per far perdere l'equilibrio.
- L'elefante da guerra - un colosso che schiaccia un soldato romano.
- La disposizione sparsa - figure collocate senza simmetria per il bosco.
Quando andare
Da aprile a ottobre. Il bosco è fangoso d'inverno e i sentieri sono sconnessi tutto l'anno. È più tranquillo nei giorni feriali. Conta circa due ore per fare il giro completo.
Aspettative oneste
I sentieri sono sconnessi, in certi punti ripidi e scivolosi dopo la pioggia. Le spiegazioni sono scarse, e il significato del giardino è davvero irrisolto. Da Roma è un bel tratto di strada.
Nei dintorni
Viterbo sta a sudovest. Il lago di Bolsena è a ovest.
Orari, prezzi dei biglietti e chiusure stagionali cambiano - controlla la fonte ufficiale prima di partire: sito ufficiale.