Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Tra le foreste più antiche d'Europa, protette per secoli perché il legname faceva gola ai monaci e alla Repubblica di Venezia.
Il parco sta a cavallo dello spartiacque appenninico tra Toscana e Romagna e protegge foreste di faggio e abete bianco gestite invece che disboscate da mille anni: i monaci camaldolesi piantarono e tagliarono abete sotto regole rigide dall'undicesimo secolo, e Venezia ne prese il legname per gli alberi delle navi. La riserva di Sasso Fratino, istituita nel 1959, contiene nuclei mai tagliati ed è stata inclusa nel 2017 nell'iscrizione UNESCO delle faggete antiche europee; l'ingresso è vietato per proteggerla. Nel parco vivono lupi, cervi e aquile reali. Il colore d'autunno sui versanti di faggio è il richiamo principale.
Cosa vedi davvero
- Il faggio antico - foresta vetusta iscritta dall'UNESCO nella riserva di Sasso Fratino.
- Gli abeti dei monaci - bosco piantato e gestito dai camaldolesi.
- Il colore d'autunno - i versanti di faggio che virano lungo lo spartiacque.
- La fauna - lupi, cervi e aquile in un territorio protetto.
Quando andare
Da maggio a ottobre per camminare. Ottobre dà il colore del faggio. L'inverno porta neve e chiude le strade più alte. La riserva integrale è chiusa tutto l'anno.
Aspettative oneste
In Sasso Fratino non si può entrare affatto: si guarda da lontano. I sentieri sono lunghi e i mezzi pubblici pochi. Il tempo sul crinale cambia in fretta.
Nei dintorni
La Verna e Camaldoli stanno dentro il parco. Bibbiena è più in basso.
Orari, prezzi dei biglietti e chiusure stagionali cambiano - controlla la fonte ufficiale prima di partire: sito ufficiale.